Pubblichiamo di seguito la risposta puntuale alla lettera apparsa oggi sul Messaggero Veneto del 17 dicembre 2007, pagina 15, “posta dei lettori”, intitolata “Piazza di Buttrio. Intolleranza, non vero confronto“.
Vorremmo che il dibattito continuasse su questo blog, anziché limitarsi a un botta e risposta via giornale. Attendiamo il confronto nel tavolo tecnico, che ci attendiamo costruttivo e risolutivo.
Technorati Tags: buttrio, centro storico, comitato, comitato per il no, commenti, commento a margine, dibattito, giornalismo, messaggero veneto, piazza, portavoce
Caro portavoce del comitato per la difesa del patrimonio storico e paesaggistico…,
Siamo lieti di poter rispondere alla sua lettera in questo spazio, nel quale saremmo lieti di vedere anche i vostri commenti.
Abbiamo letto i recenti comunicati stampa apparsi sulla stampa locale e siamo contenti che a Buttrio sia sorto un altro comitato di “buttriesi per la piazza”, con lo scopo di «favorire il dialogo e il confronto costruttivi», «guardando al futuro del paese».
Grazie mille, siamo felici che siate felici!
Sarebbe bello poter condividere obiettivi comuni, in modo che Buttrio possa ottenere una vera piazza, punto di incontro per la comunità, e non una piazza che non c’è.
In base a quanto è scritto nello Speciale piazze, edito dal Comune di Buttrio, il piano particolareggiato adottato prevede un’area da dedicare a una futura piazza di 2.138,57 metri quadrati. Forse è troppo grande per essere visibile…
Spiace però che il primo atto del portavoce del nuovo comitato (vedi le pagine del Messaggero Veneto del 27 novembre scorso) non sia stato il “proporre e costruire”, ma l’accusare le persone riunite nel nostro comitato di “immobilismo anacronistico”, di portare avanti “disinformazione” e “cattiva informazione”, nonché, persino, di «essere espressione di una minoranza di cittadini che tutela interessi di parte».
Più che accuse, erano e sono semplici constatazioni: immobilismo anacronistico era l’espressione più calzante e giustificata per chi si ostina a valutare a senso unico e con i paraocchi la “storicità” e il valore architettonico di edifici fatiscenti – che non sono settecenteschi (vedi Speciale piazze).
Quanto alla “disinformazione/cattiva informazione” avevamo in mente l’esempio dell’assemblea pubblica del 9 novembre scorso. Tutti sappiamo che se viene mostrata un’immagine sapientemente ritagliata e condita da un bel titolo a effetto, non si tratta di vera informazione, ma di persuasione. Le tecniche pubblicitarie sono ben diverse dall’informazione.
Per quanto riguarda gli “interessi di parte”, noi facevamo riferimento al fatto che il portavoce del comitato abiti di fronte all’area interessata. Quanta veemenza abbiamo notato nel portare avanti l’idea che si creasse una cortina di cemento davanti alle splendide colline.
Di analogo tenore è anche il secondo comunicato, apparso sul Messaggero Veneto dell’11 dicembre scorso, contenente altri immotivati attacchi al nostro operato: ovviamente, neppure in questo caso, vengono spese due parole per illustrare perché le nostre informazioni sarebbero “incomplete” e “fuorvianti”.
Incomplete sono le informazioni che mostrano un’immagine che non corrisponde alla realtà, manipolata e che fa vedere solo un punto di vista.
E’ fuorviante l’informazione riguardante la possibilità di fare un “concorso d’idee” su un’area privata. Il concorso d’idee si può fare solo su un’area di proprietà pubblica, questo è assodato.
Il comitato per la difesa del patrimonio storico e paesaggistico (alias “comitato per il no”) ignora completamente tutto quello che l’Amministrazione comunale ha spiegato nell’assemblea pubblica di luglio, ha scritto in varie occasioni e ha tentato di chiarire per l’ennesima volta durante l’assemblea pubblica del 9 novembre.
Presupporre di essere maggioranza e depositari della verità, e ridurre chi ha un’idea diversa a “minoranza” da zittire e disprezzare, perché esprimerebbe un “intollerabile” punto di vista “soggettivo”, è poco rispettoso delle regole democratiche e della libertà di pensiero.
Nessuno li ha mai zittiti, tant’è vero che sono stati liberi di organizzare un’assemblea con un dispiegamento di ingenti strumenti tecnologici e mediatici e con la partecipazione di esperti. Peraltro è innegabile che si tratti di una “minoranza” privilegiata se gode di tanti mezzi per autofinanziarsi.
L’accusa poi che è stata rivolta al nostro comitato e ai relatori, intervenuti all’assemblea pubblica svoltasi il 9 novembre scorso, di tutelare interessi di parte, oltre tutto non meglio specificati, è anch’essa assolutamente gratuita, ingiustificata e lesiva della dignità delle persone. Per la nostra educazione, formazione ed etica ci rattrista dover pertanto rispondere a simili sospetti e insinuazioni.
Esattamente, sig. portavoce! È proprio Lei che si è sempre ben guardato dal qualificarsi come domiciliato in Villa Todone, davanti al belvedere in via Tomasoni.
Preferiremmo impegnarci in un confronto serio e costruttivo sul progetto, ma sino a ora le obiezioni tecniche da noi sollevate al piano particolareggiato adottato dal Comune non sono state minimamente affrontate e si è, invece, preferito, con banali illazioni, delegittimare il nostro operato.
Ci pare esattamente il contrario. Il nostro comitato non ha mai affrontato sui giornali l’argomento a livello tecnico.
Dal comunicato traspare, purtroppo, il clima di intolleranza che si è creato nel nostro paese nei confronti non solo di chi, come noi, osa dichiarare motivatamente la propria contrarietà a certe decisioni dell’amministrazione comunale, ma anche di chi ha dato spazio a tale voce.
No comment a riguardo. Non ne abbiamo mai fatta menzione.
Paradossale è poi l’invito alla popolazione a non sottoscrivere la proposta da noi elaborata in conformità allo Statuto del nostro Comune, proveniente proprio da chi, da tempo, sta andando casa per casa a raccogliere firme a sostegno dell’amministrazione comunale.
Citiamo testualmente il passaggio, malauguratamente tagliato “dal comitato per il no”:
Invitiamo i cittadini a non firmare la petizione del “comitato per il no”, prima di essersi debitamente informati in Comune e di visitare il blog http://buttriesiperlapiazza.wordpress.com.
Completamente fuori luogo, infine, è anche l’appellativo attribuitoci di “comitato per il no”, quasi che la nostra reale denominazione creasse imbarazzo.
Imbarazzo?
Noi, infatti, come abbiamo ribadito nel corso dell’assemblea, non siamo contro la piazza, ma vogliamo che Buttrio abbia una vera piazza, che possa essere luogo di incontro per la comunità intera, preservando le peculiarità paesaggistiche, storiche e architettoniche del nostro paese; caratteristiche, queste, che non riconosciamo nel progetto presentato dall’Amministrazione comunale.
E allora perché il “comitato per la difesa del…” propone una petizione per l’abrogazione del progetto particolareggiato? Non è questa forse una proposta per il no e conseguente immobilismo?
Queste sono le reali motivazioni del nostro appassionato impegno. Sembra, invece, che il comitato autodefinitosi “per il sì” sia nato solo in contrapposizione a noi, senza avere a cuore la ricerca della soluzione progettuale che meglio valorizzi il nostro paese.
La soluzione progettuale e le eventuali migliorie sono demandate al tavolo tecnico. Il progetto presentato valorizza già il nostro paese e quell’area del futuro centro attualmente degradata.
Restando in attesa di un suo positivo riscontro, porgiamo distinti saluti.
Marco Bardus
portavoce di Buttriesi per la piazza











